falsi miti tè

Falsi miti su tè e cioccolata

All’origine di molte delle credenze più diffuse altro non c’è che il passaparola. Siamo sicuri che tutto ciò che si sente dire è vero? Il dubbio è legittimo, soprattutto quando si parla di alimenti golosi come tè e cioccolata. Si dice, per esempio, che il tè verde faccia dimagrire, oppure che il cioccolato sia un elisir di lunga vita. Peccato che siano tutti falsi miti che, con questo articolo, proveremo a smascherare.

10 falsi miti su tè e cioccolata, tra salute e ritualità

tè alla cannella

Tra gli addetti ai lavori, la diffusione di informazioni inesatte o imprecise a proposito degli alimenti rappresenta un problema da affrontare con urgenza. Non ci sorprende, per esempio, che l’Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri (Aigo) sia intervenuta a sfatare alcuni miti sul tè, né che la Coldiretti abbia elaborato un vero e proprio decalogo delle fake news alimentari più diffuse. Abbiamo selezionato, dunque, 10 falsi miti tutti a tema tè e cioccolata per stimolare la curiosità e anche un consumo consapevole.

1. Il tè verde fa bene anche consumato in grandi quantità

Attenzione a non cadere nel tranello: è indubbio (e confermato da numerose pubblicazioni scientifiche) il fatto che il tè sia una bevanda salutare per l’organismo. Abbiamo visto come consumarlo caldo anche in estate aiuti l’organismo ad accelerare il metabolismo e contrastare la ritenzione idrica.

Tuttavia, l’Aigo segnala casi di insufficienza epatica, connessi al consumo in quantità molto elevate di tè verde, per via delle sue proprietà antiossidanti. Il consiglio è, dunque, di prestare attenzione soprattutto agli alimenti che contengono tè verde e, in generale, non abusarne.

2. Chi mangia cioccolata campa 100 anni

La passione per il cioccolato fondente è comune a tutte le latitudini del globo. Ecco perché le proprietà di questo alimento sono state studiate a fondo, vediamo alcune tra le più interessanti per l’organismo:

■ grazie alla presenza dei flavonoidi, ha un effetto cardio-protettivo;
■ la presenza di teobromina fa sì che sostenga l’attività epatica e, di conseguenza, faciliti la diuresi;
■ stimola la produzione di endorfine, gli ormoni della felicità e del buon umore;
■ è ricco di ferro, magnesio, fosforo e potassio;
■ favorisce un abbassamento della pressione arteriosa;
■ sostiene la memoria e l’interno sistema nervoso.

Da qui a trasformare il cioccolato in una panacea capace di risolvere tutti i mali, purtroppo, ne passa. Gli esperti, infatti, sottolineano che queste proprietà si riscontrano solo se si consuma cioccolato fondente (più del 65%) e in una quantità compresa tra 40 e 70 grammi alla settimana, meglio se da solo.

3. Tè Nero e tè verde? Sono due piante diverse!

Ebbene sì, non tutti sanno che la pianta del tè è solamente una, la Camelia Sinensis. È un processo storico, infatti, quello che ha portato ad una diversificazione botanica: con il tempo sono state selezionate piante che, coltivate a determinate latitudini e condizioni, erano più adatte ad una tipologia di tè piuttosto che ad un’altra. La differenza tra tè nero e tè verde deriva, originariamente, dalla lavorazione delle foglie.

Un errore grossolano, derivato con molta probabilità dal fatto che, nel 1735, il botanico Linneo classificò questa specifica pianta senza averla mai vista dal vivo. È proprio il caso di dirlo: una svista non da poco, risolta soltanto dal VI Congresso internazionale di botanica del 1935.

4. Il cioccolato è afrodisiaco

Peperoncino, fragole e… cioccolato. Spesso troviamo tutti e tre questi cibi tra quelli che si ritiene afrodisiaci. Peccato che i ricercatori non abbiano (almeno per ora) trovato alcuna prova a sostegno di questa tesi. Dobbiamo “limitarci” a considerare i benefici del cioccolato legati alla capacità di stimolare la sintesi di endorfine, quindi una sensazione di generico benessere e non un’esaltazione della libido.

5. È vero che l’acqua del tè deve sempre bollire?

Sono in molti a credere che per preparare un buon tè sia necessario riscaldare l’acqua sul fuoco e aspettare il bollore prima di inserire la bustina, da lasciare in infusione per alcuni minuti. Peccato che la temperatura ideale non sia 100°C, ma più bassa: intorno ai 70°C per il tè verde, 90°C per il tè nero e anche soluzioni differenti, indicate volta per volta, per altre tipologie.

Se non utilizzate un bollitore che consente di impostare la temperatura indicata, il consiglio è di osservare l’acqua nel pentolino: quando si formano sul fondo le prime bollicine è il momento giusto per il tè verde, quando vengono a galla le prime bolle è tempo di mettere in infusione il tè nero. L’acqua che bolle è adatta a cuocere la pasta, non a gustarsi una buona bevanda calda!

6. Più cacao = maggior qualità

Che sia una diceria messa in giro dagli amanti del cioccolato o una suggestione comune, sono in molti a credere che il cioccolato che contiene una maggiore percentuale di cacao sia di qualità migliore. In questo caso è l’Unione Europea a venire in soccorso con una definizione accettata in tutto il continente: il cioccolato, per poter essere definito così sul mercato, deve contenere una percentuale superiore al 35% di cacao. Ciò che cambia all’aumentare di questa percentuale può essere l’intensità dell’aroma, o anche il grado di dolcezza. Nulla a che vedere con la qualità del prodotto che dipende, piuttosto, dalla materia prima, dalla lavorazione, dall’equilibrio degli ingredienti e da altri fattori.

7. Zucchero e limone esaltano il sapore del tè

Non è raro che, anche in un bar, venga servito il tè caldo accompagnato da una fettina di limone e un cestino con le bustine di zucchero. Non è questo, però, il modo migliore per valorizzare il sapore della miscela! Sia il limone che lo zucchero, infatti, vanno a modificare in maniera sensibile gusto e profumo del tè e ne coprono alcune sfumature. Inoltre possono avere effetti anche sulle proprietà organolettiche: meglio, dunque, bere il tè al naturale, rispettando temperature e tempi di infusione per un’esperienza avvolgente e appagante.

8. Solo il fondente è vero cioccolato

Il cioccolato al latte è spesso considerato “da bambini”, un parente lontano del fondente, massima espressione e soddisfazione per i puristi. Se è vero che si tratta di un prodotto nato più tardi, l’invenzione di Daniel Peter ha molte potenzialità. Il latte, infatti, consente di realizzare un prodotto più cremoso e alcuni esperimenti recenti hanno portato sul mercato tavolette dal sapore interessante, basate proprio sulla combinazione di fave di cacao di ottima qualità con latte di capra, oppure di pecora. Sfumature di sapore che, con tutta probabilità, anche i puristi del fondente potrebbero apprezzare.

9. Il cioccolato bianco è un tipo di cioccolato

Se le fave di cacao sono scure, com’è possibile che esista il cioccolato bianco? Sicuramente sono in molti ad essersi posti questa domanda e, a conclusione di questo percorso tra i falsi miti su tè e cioccolata, proviamo a dare una risposta. L’ingrediente da cui si parte per preparare una tavoletta di cioccolato bianco è il burro di cacao, una materia grassa parte del cacao che viene miscelata con zucchero e derivati del latte.

Svelati questi dieci falsi miti, non ci resta che chiedere a voi se ne conoscete altri. Scrivetecelo nei commenti!

Il team redazionale del blog “Laboratorio dell’espresso” è composto dagli esperti di Filicori Zecchini: tutti professionisti che mettono a disposizione la loro competenza nei vari ambiti di specializzazione, dalla formazione, alla consulenza, alla creazione della migliore offerta per la vostra attività.

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