caffè marocchino

Il caffè marocchino: una storia curiosa e la ricetta per prepararlo

Il caffè marocchino è un piacere per la vista, prima di esserlo per il gusto. Rielaborazione del bicerin torinese, questo caffè servito in vetro trasparente unisce sapori e consistenze che si sposano in maniera sublime e deliziano il palato. L’amaro del cacao accompagna il caffè e fa da contrappunto alla dolcezza della crema di latte.
Come e dove nasce la sua ricetta? La prima precisazione riguarda il fatto che questa bevanda, a dispetto del nome, non ha niente a che fare con il caffè preparato in Marocco. Pronti a scoprire la storia del caffè marocchino?

Caffè marocchino: la storia e le origini del nome

Conoscete il bicerin di Cavour, bevanda storica di Torino, particolarmente amata da Camillo Benso Conte di Cavour? Sembra che anche Ernest Hemingway lo gradisse. Si tratta di un caffè disposto a strati e servito in un bicchiere di vetro non molto grande: cioccolato, espresso, crema di latte, in questo preciso ordine. Il caffè marocchino è una rielaborazione del bicerin e sulle sue origini sembrano tutti d’accordo: è nato ad Alessandria, più precisamente al Bar Carpano. Nella prima metà del Novecento di fronte al locale c’era la sede di un marchio italiano che ha fatto la storia: Borsalino. I cappelli fabbricati all’epoca avevano all’interno una striscia in cuoio pregiato, chiamato Marocchino, che si ottiene conciando la pelle di capra o di montone e nel 1500 era usato per le rilegature dei libri. Sembra che “caffè marocchino” derivi proprio dalla somiglianza tra il colore della bevanda e il colore di questo tipo di cuoio, che i baristi del Carpano vedevano spesso.

Come preparare un caffè marocchino
caffè marocchino ricetta

Gli ingredienti, l’attrezzatura e le fasi di preparazione

Sono pochi i passaggi che vi permetteranno di realizzare un goloso caffè marocchino, pronto da gustare. Ecco gli ingredienti e l’attrezzatura che dovrete procurarvi e tenere a portata di mano.

Ingredienti

• 7 g di caffè in polvere
• 30 ml di latte fresco intero
• cacao amaro

Attrezzatura

• Bicchiere da 150 ml
• Lattiera da 350 ml
• Spargi cacao

Il bicchiere ideale per il caffè Marocchino

Ricordate che il bicchiere ideale per il caffè marocchino ha il fondo più stretto della bocca ed è in vetro trasparente: questo permette di ammirare gli strati sovrapposti dei diversi ingredienti, perché, come gli appassionati sanno bene, il marocchino non è soltanto cremoso e gustoso, è anche una piccola gioia per gli occhi.

La Preparazione del Caffè Marocchino

Nota: Il video è stato girato per il mercato americano, quindi le dosi sono doppie e il bicchiere ha capienza adeguata.

1. Per prima cosa, spolverate il fondo del bicchiere con uno strato sottile di cacao amaro.
2. Preparate l’espresso direttamente nel bicchiere di servizio, precedentemente scaldato.
3. Spolverate la superficie dell’espresso con uno strato sottile di cacao amaro.
4. Montate il latte nella lattiera utilizzando la lancia vapore della macchina da espresso.
5. Con l’aiuto di un cucchiaio, adagiate sulla superficie dell’espresso la crema di latte fino a colmare il bicchiere.
6. Ultimate con una spolverata di cacao amaro e servite il caffè marocchino.

Consigli utili sulla montatura del latte

Preparare un caffè marocchino è un’operazione semplice, che richiede soltanto un po’ di dimestichezza con la montatura del latte. Questa fase richiede infatti una certa sicurezza nei movimenti, per evitare di spostare bruscamente la lancia. La montatura corretta si ottiene infatti quando nel latte viene inglobata una certa quantità di aria, in maniera bilanciata: ciò si ottiene rispettando la posizione della lancia e mantenendo un movimento circolare del latte, che produce un “vortice” con il vapore.

Ecco 4 utili consigli sui movimenti da eseguire:

1. Già posizionati, azionate al massimo la lancia vapore e rimanete immobili. Durante i primi 3-4 secondi entrerà aria all’interno del latte, che crescerà in volume di circa 1/3. In questa fase sentirete il rumore dell’aria immessa all’interno della lattiera.

2. Noterete che il latte, muovendosi, creerà un effetto “vortice” che farà scoppiare le bolle d’aria immesse nella fase precedente.

3. Cercate di restare immobili! A questo punto il latte non aumenterà più di volume e non sentirete più il rumore dell’aria, ma continuerà il suo movimento circolare.
Monitorate l’innalzamento della temperatura del latte e, una volta arrivati intorno ai 55 °C, spegnete la lancia vapore.

4. Estraete velocemente la lancia dal latte e con un panno pulito e umido (dedicato solo ed esclusivamente a questa operazione) pulite la superficie esterna della lancia; mentre per pulire il canale interno dai residui di latte azionate a vuoto il vapore per circa 1 secondo.

Caffè marocchino: stesso gusto, nomi diversi

Questa bevanda è diffusa praticamente in tutta Italia, ma a seconda delle regioni viene chiamata in modi diversi. In Piemonte è chiamato “marocchino”, ma a volte anche “bicerin”, in alcune zone del sud invece prende il nome di “vetrino” e, infine, è conosciuto anche come “espressino”. Anche l’ordine degli ingredienti, benché fondamentale, come abbiamo visto, non è sempre rispettato: a volte il caffè marocchino viene infatti preparato versando prima la crema di latte e poi il caffè.

Tutto questo parlare di caffè ha stuzzicato la vostra acquolina? Assecondatela senza remore e lasciatevi prendere dal gusto unico delle nostre miscele.

Il team redazionale del blog “Laboratorio dell’espresso” è composto dagli esperti di Filicori Zecchini: tutti professionisti che mettono a disposizione la loro competenza nei vari ambiti di specializzazione, dalla formazione, alla consulenza, alla creazione della migliore offerta per la vostra attività.

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