caffè leccese

Caffè leccese: come è fatto e come nasce

Caffè espresso, ghiaccio e latte di mandorle. Questi tre ingredienti sono diventati uno dei simboli di Lecce. Questa città è infatti conosciuta in tutto il mondo non solo per le sue bellezze architettoniche barocche, ma anche per il sapore dei prodotti tipici e per il profumo del caffè leccese, un espresso arricchito con il latte di mandorle.

Il caffè leccese è conosciuto in Italia e nel mondo, ma è nel lungo tacco del nostro stivale che ha trovato la sua casa ufficiale. Il modo migliore di gustarlo, infatti, resta sicuramente quello di berlo in una giornata afosa ammirando gli splendidi paesaggi del Salento!

In questo articolo vi racconteremo tutte le fasi della sua preparazione e la sua storia piena di mistero, per farvi conoscere una bevanda ormai diventata un vero e proprio “classico”.

La storia del caffè leccese

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Il passato del caffè leccese è pieno di mistero e di leggende. Non esistono infatti testimonianze scritte o ricettari con una data, ma soltanto ipotesi e tradizioni.

Una delle versioni più popolari, e quindi riconosciute, è quella che lo vede discendere direttamente dalla Spagna e più precisamente dalla città di Valencia: da qui attecchì in Terra d’Otranto nei primi decenni del XVII secolo con il nome di “Café del tiempo”.

A dimostrazione di questa discendenza, c’è il fatto che, come illustrano alcuni documenti, nell’Ottocento ad Otranto il caffè veniva preparato con pezzetti di ghiaccio o neve ghiacciata e una fetta di limone verde. La medesima ricetta si trova, ancora oggi, nei bar di Valencia.

In Italia, con il passare del tempo, si è perso il nome valenciano e con esso la fetta di limone, ma è rimasto l’amore per questa bevanda così rinfrescante; dato che una delle prerogative italiane è quella di sperimentare, soprattutto in cucina, il gusto aspro ma dissetante del limone lasciò il posto al sapore dolce e corposo del latte di mandorla, utilizzato al posto dello zucchero.

Come si prepara il caffè leccese: gli ingredienti

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Per realizzare questa ricetta, contrariamente a come ci hanno insegnato, cambiare l’ordine degli addendi fa cambiare il risultato, eccome! Aggiungere prima un ingrediente invece che un altro, infatti, cambierà il sapore e renderà il vostro caffè leccese meno autentico.

Tutto inizia con il caffè

Moka se si vuole prepararlo in casa, o macchina per espresso se siamo al bar, fare un buon caffè è sempre il primo passo per la creazione di questa ricetta. Vi consigliamo di usare una miscela particolarmente forte e dal sapore intenso, in modo da poterla mettere in un “dolce” contrasto con il latte di mandorla che verrà aggiunto successivamente.

Ghiaccio, che dilemma!

Al principio i cubetti come siamo abituati a vederli ora non esistevano ancora. Il ghiaccio, infatti, era venduto in grandi blocchi e “picconato” al bisogno. Ed è proprio in questa modalità che sono nati i primi caffè leccesi!

Oggi invece, dato che ognuno di noi può procurarsi dei cubetti di ghiaccio, è utile sapere che la loro forma e dimensione è molto importante per la preparazione di questa ricetta. Infatti, per raggiungere nel modo migliore l’obiettivo, è necessario usare cubetti grandi e pieni. In questo modo il ghiaccio non si scioglie in fretta annacquando il caffè prima dell’assaggio.

La chiusura più dolce: il latte di mandorla

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Una volta versato il caffè nel bicchiere con il ghiaccio, si può finalmente aggiungere l’ingrediente più goloso: il latte di mandorla.

Dal gusto inconfondibile e dal sapore spiccatamente dolce, questa ultima aggiunta renderà più vellutato il vostro espresso trasformandolo a tutti gli effetti in un caffè leccese. In questo modo non sarà necessario aggiungere lo zucchero! Per quanto riguarda la quantità sta a voi decidere, di solito consigliamo due cucchiaini di latte di mandorla per non coprire troppo il sapore robusto del caffè e, allo stesso tempo, per non lasciare che sia troppo amaro.

Infine vi basterà mescolarlo, ma senza esagerare, per non correre il rischio di far sciogliere troppo in fretta il ghiaccio.

La versione soffiata

Questa tecnica, molto utilizzata nei bar di Lecce, consiste semplicemente nell’utilizzare il getto di vapore della macchina per espresso per “montare” il caffè con il latte di mandorla. Il nostro consiglio è quello di provare entrambe le varianti, e lasciare che siano le vostre papille a scegliere!

E voi lo avete mai assaggiato? Amate prepararlo a casa e avete delle ricette segrete?

Il team redazionale del blog “Laboratorio dell’espresso” è composto dagli esperti di Filicori Zecchini: tutti professionisti che mettono a disposizione la loro competenza nei vari ambiti di specializzazione, dalla formazione, alla consulenza, alla creazione della migliore offerta per la vostra attività.

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